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Diffida dell’avvocato Carmen Trimarchi contro la giunta capitolina

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Di seguito trovate questa interessantissima diffida dell’avvocato Carmen Trimarchi per al comune di Roma per la situazione di grave incuria dell’Esquilino. La città di Roma versa ormai nel disordine e nella sciatteria più totale sotto la giunta 5 stelle e reputiamo la presente diffida perfettamente esplicativa dello stato delle cose:

Spett.le Roma Capitale,
in persona del Sindaco pro tempore Virginia Raggi
Spett.le Primo Municipio di Roma Capitale,
in persona del Presidente pro tempore Sabrina Alfonsi
Spett.le Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale
Spett.le Prefettura di Roma
Spett.le Roma Capitale – Dipartimento Politiche Sociali
Spett.le Questura di Roma
Spett.le Commissariato Esquilino
Spett. le Stazione Carabinieri Piazza Dante
Spett.le Ministero dell’Interno
Spett.le AMA S.p.a.
e p.c.
ASL Roma 1

La sottoscritta Avv. Carmen Trimarchi, in proprio ed in nome e per conto dei signori……, tutti
residenti o domiciliati nel Rione Esquilino, espone e chiede quanto segue.
Premesso:


  • che da alcuni mesi i portici di Piazza Vittorio Emanuele II sono occupati, sia di giorno che di notte,
    da numerose persone, a volte organizzate in gruppi, che bivaccano a ridosso delle soglie di entrata di
    portoni, negozi e fermate della metropolitana, sdraiati in ripari di fortuna costituiti da cartoni,
    materassi, pedane in legno e altre masserizie (vedasi foto allegate). La gran parte di essi appare di
    nazionalità non italiana e priva di fissa dimora;
  • che, conseguentemente, ogni giorno, sotto i portici vengono abbandonati o riposti tra le colonne
    coperte, cartoni e buste. Inoltre, resti di cibo, decine di bottiglie, lattine e bricks di vino vengono
    sparpagliati lungo la pavimentazione creando una situazione di evidente degrado (i resti di cibo
    attraggono, peraltro, uccelli ed altri animali in prossimità dei portoni di ingresso);
  • che accade spesso di rinvenire vomito o deiezioni umane in quanto, essendo la zona dei portici priva
    di bagni pubblici, i senzatetto espletano i bisogni fisiologici a ridosso delle colonne del porticato,
    delle mura dei palazzi, dei cassonetti della nettezza urbana o tra le autovetture parcheggiate, mettendo
    così a serio rischio la salute dei residenti e di tutti coloro che ivi si trovano a transitare. Nelle giornate
    di pioggia, gli escrementi si diluiscono nell’acqua piovana rendendo scivolose le zone nei pressi dei
    cassonetti e la pavimentazione del portico;
  • che quasi tutti i senza fissa dimora abusano di alcol, birra e vino, sin dal mattino. Alcuni di loro già
    nel pomeriggio sono ubriachi, diventano molesti e, a volte, minacciosi. Pressoché tutti sono privi di
    mascherina di protezione dal Covid19 e, spesso, si assembrano in gruppi numerosi;
  • che, nel corso degli ultimi due mesi, gli abitanti hanno registrato un notevole incremento degli
    episodi di criminalità; si descrivono, a titolo di esempio, alcune situazioni specifiche che destano
    particolare allarme sociale:
    a) a partire da novembre 2020 un gruppo di senzatetto (nel quale vi è pure una donna),
    prevalentemente italiani, tra cui uno identificabile nel sig. Gianni Halilovich (noto come
    attivista politico), ha costituito un bivacco permanente nel portico all’angolo con Via
    Leopardi, con materassi, cartoni di grandi dimensioni, fornelli da campo e pedane in legno,
    occupando così oltre la metà del passaggio. In data 16 dicembre 2020, dopo numerose
    segnalazioni ed esposti dei residenti, in seguito ad un intervento congiunto della Polizia e
    dell’AMA S.p.a., si sono allontanati per alcune ore, salvo poi riposizionarsi sotto i portici,
    spostandosi solo di qualche metro. I componenti di questo gruppo incutono molta
    preoccupazione negli abitanti del Rione, in quanto sono violenti, spesso litigano tra di loro
    coinvolgendo anche i passanti, urlano, inveiscono nei confronti di chicchessia e sporcano in
    modo indecoroso il pavimento, le mura e le colonne dei portici, nonché le strade circostanti
    (vedasi, in proposito, un video realizzato in occasione di un episodio assai significativo
    https://www.facebook.com/simona.filippini.589/videos/117057516899766/?d=n). Durante
    una rissa hanno scagliato all’interno del Bar allo Statuto bottiglie, mettendo così a repentaglio
    l’incolumità dei presenti. Non è mancato anche di dover assistere a rapporti sessuali, sotto gli
    occhi sbigottiti dei passanti;
    b) un gruppo di persone staziona stabilmente su alcune sedie in prossimità della fermata autobus
    e dell’entrata della metropolitana all’altezza del negozio OVS. Il gruppo è dedito al consumo
    3
    di alcol sin dal mattino ed usa urinare sistematicamente in prossimità dei cassonetti; inoltre,
    queste persone spesso importunano i passanti. Apparentemente si tratta di soggetti provenienti
    dall’Est Europa;
    c) altri solitamente stazionano sul perimetro esterno dei giardini, nei pressi dell’incrocio con Via
    Foscolo e all’altezza del negozio Expert, anch’essi sono soliti abusare di birra e vino,
    abbandonando poi decine di bottiglie e lattine sul muretto o all’interno del giardino. A volte
    si scatenano risse (come è accaduto il 4 gennaio scorso quando è intervenuta la Polizia di Stato
    che ha fermato un soggetto armato di coltello);
    d) un altro gruppo numeroso trascorre la notte nella zona di porticato ad angolo con Via Ricasoli.
    Nella stessa zona vengono spesso organizzati sporadici mercatini abusivi di merce di dubbia
    provenienza;
    e) soggetti solitari, apparentemente affetti da problemi psichici, si aggirano in zona da mesi, in
    alcuni casi da anni;
    f) nella notte del 3 gennaio scorso, nel porticato tra Via Carlo Alberto e Via Napoleone III è
    stato acceso un falò proprio a ridosso delle mura della parafarmacia probabilmente da
    senzatetto per scaldarsi dalle intemperie, mettendo quindi a rischio di incendio tutto il palazzo
    ivi esistente;
    g) infine, gli abitanti stanno osservando fatti e comportamenti sospetti: stazionamenti prolungati
    di persone con cellulare, auricolari e zaini, scambi furtivi, presenza tra le colonne di rotoli di
    carta stagnola (vedasi foto allegata), presumibilmente utilizzata per la cessione di droga;
  • che la Croce Rossa ed alcune associazioni di volontariato assistono giornalmente i senzatetto
    portando loro cibo, coperte ed altri generi di conforto. Spesso gli interventi di assistenza sociale si
    sovrappongono tra loro, anche perché i senza fissa dimora usufruiscono già delle mense della Caritas
    di zona: accade, quindi, che venga fornito cibo in eccesso e che questo venga sprecato e abbandonato,
    come sopra detto, sul pavimento dei portici, alla mercé di animali;
  • che recentemente si è assistito di notte ad un intervento massiccio degli operatori della Croce Rossa,
    tutti dotati di tute protettive anti-covid (vedasi foto allegate), mentre i cittadini sono, loro malgrado,
    costretti ad imbattersi nei senzatetto e/o sbandati che bivaccano sotto i portici senza alcuna protezione
    aggiuntiva oltre la mascherina (si evidenzia il ripetersi di episodi in cui alcuni di questi senza fissa
    dimora hanno lanciato sputi verso i passanti);
  • che, a fronte di tale ormai insostenibile situazione di pericolo continuo, sia dal punto di vista della
    sicurezza che della salute, gli abitanti hanno presentato molti esposti alle forze dell’Ordine che non
    si sono concretizzati, purtroppo, in azioni dirimenti;
    4
  • che gli abitanti, sfiancati da questa situazione di degrado ed invivibilità, sono costretti a richiedere
    più volte al giorno l’intervento della Polizia Locale per chiedere l’applicazione del Regolamento di
    Polizia Urbana, nonché del Nucleo Assistenza Emarginati, il quale si limita a rispondere di essere
    consapevole dei bivacchi nei portici e della identità degli emarginati lì presenti;
  • che anche gli interventi compiuti dalla Polizia Locale si sono rivelati di brevissima durata perché
    troppo blandi e assai poco incisivi ed efficaci;
  • che fino all’estate del 2020 le forze dell’Ordine, Carabinieri e Polizia di Stato, sono state presenti,
    sia di giorno che di notte (sebbene non con continuità) con presidi collocati presso i cancelli di
    ingresso del giardino, mentre, purtroppo da alcuni mesi di tali presidi non vi è più traccia.
    Tutto ciò premesso,
    considerato:
  • che i portici sono proprietà privata dei singoli Condominii che ivi insistono e che, a quanto è dato
    sapere, il Comune di Roma è titolare della sola servitù pubblica di passaggio;
  • che sono, quindi, luoghi privati, ma aperti al pubblico e, come tali, soggetti alla relativa normativa;
  • che trova, quindi, applicazione l’art. 4 del Regolamento di Polizia Urbana approvato il 6 giugno
    2019, che, proprio a salvaguardia della sicurezza, della vivibilità e del decoro, vieta al 1° comma:
  • lett. b) il “bivaccare, intendendosi per “bivacco” lo stazionare in luogo pubblico in modo
    scomposto e/o contrario al decoro, nonché sedersi anche consumando cibi e/o bevande, sui beni
    del patrimonio storico, artistico, archeologico e monumentale (fontane e scalinate di pertinenza,
    reperti archeologici) e sul suolo pubblico (vie, vicoli, piazze) o privato (soglie di entrata di civili
    abitazioni e di esercizi commerciali) anche intralciando il passaggio o recando qualsivoglia disagio
    e, comunque, al di fuori degli spazi all’uopo attrezzati e consentiti per la somministrazione”; – lett.
    e), di “espletare bisogni fisiologici al di fuori dei luoghi a ciò destinati”; – lett. m) di “abbandonare
    qualsiasi genere di rifiuti, anche di piccolissime dimensioni, su suolo pubblico…”;
  • che il 2° comma del suddetto art. 4 prevede che, in caso di comportamenti tenuti in violazione del
    divieto di bivacco di cui al 1° comma, lett. b), commessi all’interno di una delle aree indicate
    nell’articolo 20 e perimetrate nell’allegato A del predetto Regolamento (ove rientra l’Esquilino),
    costituendo gli stessi impedimento alla fruizione delle medesime aree, si applicano oltre le sanzioni
    di natura pecuniaria anche le sanzioni e le misure di cui all’art. 9 del D.L. 20 febbraio 2017 n.14,
    ovvero l’allontanamento dal luogo in cui il fatto è stato commesso;
  • che l’art. 9 del D.L. 20 febbraio 2017 n.14 prevede che l’allontanamento avvenga nelle forme e nei
    modi di cui al successivo art. 10, il quale stabilisce: “1. L’ordine di allontanamento di cui all’articolo
    9, comma 1, secondo periodo e comma 2, è rivolto per iscritto dall’organo accertatore, individuato
    ai sensi dell’articolo 13 della legge 24 novembre 1981, n. 689. In esso sono riportate le motivazioni
    5
    sulla base delle quali è stato adottato ed è specificato che ne cessa l’efficacia trascorse quarantotto
    ore dall’accertamento del fatto e che la sua violazione è soggetta alla sanzione amministrativa
    pecuniaria applicata ai sensi dell’articolo 9, comma 1, aumentata del doppio. Copia del
    provvedimento è trasmessa con immediatezza al questore competente per territorio con contestuale
    segnalazione ai competenti servizi socio-sanitari, ove ne ricorrano le condizioni. 2. Nei casi di
    reiterazione delle condotte di cui all’articolo 9, commi 1 e 2, il questore, qualora dalla condotta
    tenuta possa derivare pericolo per la sicurezza, può disporre, con provvedimento motivato, per un
    periodo non superiore a dodici mesi, il divieto di accesso ad una o più delle aree di cui all’articolo
    9, espressamente specificate nel provvedimento, individuando, altresì, modalità applicative del
    divieto compatibili con le esigenze di mobilità, salute e lavoro del destinatario dell’atto. Il
    contravventore al divieto di cui al presente comma è punito con l’arresto da sei mesi ad un anno”;
  • che il Paese si trova nello stato di emergenza nazionale per la pandemia da Covid-19, dichiarato
    il 31 gennaio 2020 e che, con successivi provvedimenti, sono state stabilite le eccezionali misure per
    il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica, tra cui gli obblighi di indossare sistemi
    di protezione individuale e i divieti di assembramento;
  • che, ai sensi dell’art. 50, 5° comma, del D. Lgs. n.267/2000 – Testo Unico degli Enti Locali:“In
    particolare, in caso di emergenze sanitarie o di igiene pubblica a carattere esclusivamente locale le
    ordinanze contingibili e urgenti sono adottate dal sindaco, quale rappresentante della comunità
    locale. Le medesime ordinanze sono adottate dal sindaco, quale rappresentante della comunità
    locale, in relazione all’urgente necessità di interventi volti a superare situazioni di grave incuria o
    degrado del territorio, dell’ambiente e del patrimonio culturale o di pregiudizio del decoro e della
    vivibilità urbana, con particolare riferimento alle esigenze di tutela della tranquillità e del riposo
    dei residenti, anche intervenendo in materia di orari di vendita, anche per asporto, e di
    somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche.”;
  • che, con contratto di servizio per il periodo 2019/2021, Roma Capitale ha affidato ad AMA S.p.a. i
    servizi di spazzamento, lavaggio e sanificazione anche dei portici di Piazza Vittorio;
  • che il D.L. n.14 del 2017, recante “Disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città”,
    convertito in Legge n.48/2017, definisce “sicurezza integrata” l’insieme degli interventi assicurati
    dallo Stato, dalle Regioni e dagli Enti Locali, nonché da altri soggetti istituzionali, al fine di
    concorrere, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze e responsabilità, alla promozione e
    all’attuazione di un sistema unitario e integrato di sicurezza per il benessere delle comunità
    territoriali;
  • che, in data 18 aprile 2019, Roma Capitale, la Regione Lazio ed il Prefetto di Roma hanno
    sottoscritto il Patto per la Sicurezza Urbana che, tra l’altro, prevede, all’art. 6 rubricato “Sicurezza
    6
    urbana” l’impegno di Roma Capitale e della Prefettura di Roma di “garantire con modalità
    condivise, nel rispetto delle reciproche competenze, il bene pubblico della sicurezza urbana da
    individuarsi ex art. 6 della legge n. 48/2017 in tutto quanto afferisce alla vivibilità ed al decoro
    della città, da perseguire anche attraverso interventi di riqualificazione urbanistica sociale e
    culturale, recupero delle aree e dei siti degradati, eliminazione dei fattori di marginalità sociale,
    prevenzione della criminalità in particolare di tipo predatorio, promozione della cultura della
    legalità ed affermazione di più elevati livelli di coesione sociale e convivenza civile”, nonché
    l’impegno della Prefettura di Roma a “garantire specifici servizi straordinari di controllo interforze con
    la partecipazione anche della Polizia locale, modellati sulle necessità dei singoli territori” ed a
    “promuovere presso il Ministero dell’Interno il potenziamento di personale delle Forze dell’Ordine sul
    territorio capitolino per un maggiore ed efficace controllo del territorio” ed inoltre, l’impegno del Comune
    di Roma “a garantire, attraverso una stretta collaborazione tra la Polizia Locale ed ATAC, il decoro
    e la sicurezza dei capolinea, delle stazioni e, soprattutto, dei mezzi di trasporto pubblico”, nonché
    “ad avviare attività della Polizia Locale d’intesa con A.M.A S.p.A. sui luoghi interessati
    dall’abbandono incontrollato dei rifiuti e da micro insediamenti”;
  • che esposti e segnalazione per denunciare lo stato di abbandono, insicurezza sociale e sanitaria,
    incuria del Rione sono stati fatti, in ogni sede, senza alcun tangibile e duraturo risultato, stante la
    mancanza del previsto coordinamento di tutte le Istituzioni;
  • che i sottoscritti ed altri abitanti hanno più volte chiesto l’intervento della Polizia Locale,
    telefonando al n.06/67693619, per segnalare la presenza dei numerosi bivacchi e che, tra l’altro si
    sono sentiti rispondere che i portici di Piazza Vittorio sono considerati “un luogo idoneo per fare
    alloggiare i senzatetto”;
  • che la situazione descritta non appare degna della capitale d’Italia e che essa non è più tollerabile
    sia per i residenti nel Rione (che pagano le tasse al pari degli altri romani e che hanno diritto a poter
    vivere degnamente, passeggiare, uscire e rientrare dalle proprie abitazioni in condizioni di sicurezza
    e decoro) che per i cittadini romani e non (siamo in pieno centro e il nostro Rione è solitamente
    frequentato da moltissimi turisti)
    SI DIFFIDA
    Roma Capitale, in persona del Sindaco pro tempore Virginia Raggi,
    il Primo Municipio di Roma Capitale, in persona del Presidente pro tempore Sabrina Alfonsi,
    ed il Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale
    alla piena applicazione dell’art. 4 del Regolamento di Polizia Urbana, nonché alla conseguente
    adozione delle misure previste dall’art. 9 del D.L. n.14 del 2017 (anche con l’elevazione di sanzioni
    pecuniarie tenuto conto che, in caso di reiterazione delle condotte, il Questore potrà disporre, con
    7
    provvedimento motivato, per un periodo non superiore a dodici mesi, il divieto di accesso), e delle
    procedure di allontanamento nei casi e nei modi provisti dal successivo art. 10.
    Altresì,
    SI DIFFIDA
    Roma Capitale, in persona del Sindaco pro tempore Virginia Raggi,
    Il Primo Municipio di Roma Capitale, in persona del Presidente pro tempore Sabrina Alfonsi,
    e l’Assessorato alle Politiche Sociali e dei Servizi alla Persona, in persona dell’Ass. Emiliano
    Monteverde
    all’adozione di ogni provvedimento opportuno a salvaguardia dei diritti primari dei senzatetto che
    stazionano e/o bivaccano nel Rione Esquilino, diritti che non possono però confliggere con quelli dei
    cittadini a vivere in un Rione sicuro, pulito e decoroso; conseguentemente, i provvedimenti da
    emanare non potranno individuare, né esplicitamente né implicitamente, il porticato di Piazza Vittorio
    come un luogo idoneo ad ospitare persone giorno e notte.
    SI DIFFIDA
    Roma Capitale
    ai sensi dell’art. 50, 5° comma, del D. Lgs. n.267/2000 – Testo Unico degli Enti Locali, ad adottare,
    con ordinanza urgente, ogni provvedimento opportuno, tenuto conto anche dell’emergenza
    epidemiologica in atto, per porre fine alla situazione di estremo degrado ed incuria in cui versa tutto
    il Rione Esquilino e stabilire, l’ordine, il decoro e la vivibilità.
    Inoltre,
    SI DIFFIDA
    Roma Capitale
    ed il Prefetto di Roma
    ad applicare il Patto per la Sicurezza Urbana e, conseguentemente, ad attivarsi al fine di garantire
    con modalità condivise, nel rispetto delle reciproche competenze, il bene pubblico della sicurezza
    urbana ed, in particolare, il Prefetto di Roma a garantire specifici servizi straordinari di controllo
    interforze con la partecipazione anche della Polizia locale, modellati sulle necessità del Rione Esquilino
    e Roma Capitale a garantire la prevista stretta collaborazione tra la Polizia Locale ed ATAC per il
    decoro e la sicurezza dei capolinea e delle stazioni della metropolitana site in Piazza Vittorio
    Emanuele II, nonché ad avviare adeguate attività della Polizia Locale d’intesa con A.M.A S.p.A. sui
    medesimi luoghi interessati dall’abbandono incontrollato dei rifiuti e da micro insediamenti.
    Inoltre, tenuto conto dell’estremo stato di degrado in cui versa tutto il Rione Esquilino, dei ripetuti
    episodi di violenza a danno dei suoi abitanti (non ultimo, il tentato stupro a danno di una donna
    avvenuto pochi giorni fa in Via Guicciardini), dell’emergenza epidemiologica in atto che ad oggi ha
    8
    mietuto oltre 75.000 vittime, dei numerosi reati che si consumano ogni giorno alla luce del sole
    (spaccio, in primis, ma anche rapine, furti, ecc…);
    SI DIFFIDANO
    Roma Capitale
    il Primo Municipio
    l’Assessorato alle Politiche Sociali
    l’AMA S.p.a.
    e tutte le altre Istituzioni a cui la presente viene indirizzata,
    ad agire sinergicamente tra di loro, al fine di concorrere, ciascuno nell’ambito delle proprie
    competenze e responsabilità, alla promozione e all’attuazione di quel sistema unitario e integrato
    di sicurezza, individuato dall’art. 1, 2° comma, D.L. n.14/2017, convertito in Legge n.48/2017,
    per il benessere della comunità del Rione Esquilino, ponendo in essere ogni azione possibile
    finalizzata a:
    1) ripristinare l’ordine, il decoro, la vivibilità, la pulizia dei Portici di Piazza Vittorio Emanuele
    II, allontanando tutti coloro che ivi stazionano e bivaccano;
    2) predisporre un presidio fisso di controllo sotto ogni porticato sia di giorno che di notte per
    scoraggiare sia gli assembramenti, sia i dormitori, sia la consumazione di reati;
    3) collocare in strutture adeguate i senza fissa dimora;
    SI DIFFIDA
    AMA S.p.a.
    a dare corretta esecuzione al rapporto contrattuale in essere con Roma Capitale provvedendo alla
    pulizia regolare e completa dei portici e della zona antistante i cassonetti.

Infine, tenuto conto della massiccia presenza sul territorio del Rione Esquilino di numerosi
sbandati alcolisti
SI CHIEDE
al Sindaco di Roma Capitale
ai sensi dell’art.28 del Regolamento di Polizia Urbana, di ampliare la fascia oraria del divieto di
consumo di bevande alcoliche su tutto il territorio del Rione Esquilino ed, in particolare,
all’interno del giardino di Piazza Vittorio.
SI INVITANO

il Prefetto di Roma
ed
il Questore di Roma,
a ripristinare, con la massima urgenza, i presidi fissi su tutta la piazza 24 ore su 24.
Decorsi 30 giorni dal ricevimento della presente, si agirà in sede penale al fine di accertare le
omissioni da parte di tutte le Istituzioni coinvolte.
Roma, 5 gennaio 2021
Avv. Carmen Trimarchi

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